“Giuseppe Verdi genio e buongustaio” è il ricettario del professore Andrea Maia, con più di 30 ricette dedicate al compositore. Un libro che racconta la figura di questo grande dell’800 attraverso le ricette che lo hanno accompagnato durante la sua vita. Un viaggio che ci riporta ai gusti prelibati dei banchetti ottocenteschi che hanno sicuramente influenzato la sua attività di compositore e genio, come viene recitato nella sua opera più famosa: La Traviata “Libiam nè lieti calici“.
In “Pasta alla Norma per Vincenzo Bellini”, l’alta cucina dei salotti aristocratici e delle cene di gala del 1800 sperimentata dal noto compositore, viene descritta attraverso aneddoti e curiosità. Il piatto che spicca di più? La pasta alla Norma.
Un percorso biografico ricco e intenso, che ripercorre la vita del “Mozart italiano” e il suo graduale abbandono dell’attività di compositore, fino a divenire il maitre de cuisine che preparava mitici banchetti ai suoi ospiti.
Ripercorrendo i soggiorni del giovane musicista insieme al padre Leopoldo, entusiasta di far scoprire al figlio il paese della musica e dell’arte, proponiamo le prelibatezze gastronomiche e i cibi che hanno accompagnato (e chissà, forse ispirato) i due viaggiatori. Angurie incluse.
Musica e cucina hanno molto in comune: uno chef a suo modo è un direttore d’orchestra (e viceversa) e chi ama un’arte spesso indulge anche ai piaceri dell’altra. All’opera si mangia, si beve, si brinda, si banchetta, magari approfittando dell’occasione per avvelenare qualcuno.
Il cibo in tutte le opere del grande drammaturgo ha valenze particolarmente importanti e simboliche. Il banchetto è occasione, nelle opere del bardo di Stratford, per consumare vendette, ordire trame, affinare strategie dinastiche e amorose, momento centrale dell’intreccio, scenario iniziale e conclusivo di molte vicende.
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